

è uno dei primi paesini che si incontrano varcando il confine tra Spagna e Portogallo.
Per l'ottimo clima è frequentata dai migliori atleti di tutto il mondo. L'impiantistica sportiva è davvero lodevole e il complesso polivalente ospita molti tipi di sport diversi. Nei giorni del nostro passaggio si sta giusto svolgendo la YOUTH CUP dell'Algarve (torneo di calcio giovanile) con ragazzini provenienti da Porto, Lisbona, dall'Inghilterra, dalla Spagna, dall'Italia e quest'aria fresca che portano i giovani si sente. Avendo allenato per anni i ragazzini nello sport i ricordi più belli sono quelli che li vedevano impegnati nelle sfide.
Si perché i bambini non temono la sfida, vengono coinvolti al 100%, ci mettono l'anima sino al termine. Una volta che la sfida finisce però dopo pochi minuti dimenticano tutto e si ritrovano tutti insieme a mangiare un panino attorno ad un tavolo. In tornei come quello dell'Algarve è probabile rincontrare gli stessi ragazzini che prima giocavano nei campi sportivi nelle piazze dei paesi ospitanti e quasi sempre li rivediamo sfidarsi di nuovo con il pallone.
Ci si chiede allora se per loro il gioco abbia un limite. Personalmente crediamo proprio di no soprattutto perché si divertono nel farlo e non c'è sforzo che tenga. Sappiate che varrebbe la stessa regola per noi adulti, ma noi rifiutiamo di giocare e spesso dimentichiamo come fare. Quando per caso ci ritroviamo anche noi attorno ad un pallone o a fare qualcosa di divertente, magari nell'ambito sportivo, ci sentiamo immediatamente rapiti dal divertimento, è a quel punto che si fa viva dentro di noi una vocina che ci dice di fermarci che siamo adulti e che se continuassimo perderemmo la credibilità acquisita con tanto sforzo. Voi che ne pensate??
Nessun commento:
Posta un commento